Su due limiti strutturali e un limite per scelta opportunistica del M5S

Stefano D'Andrea

IL M5S ha rotto il bipolarismo, nel senso che ha svelato a tutti (non a noi che già sapevamo) che il bipolarismo è unipolarismo: due gruppi di potere con un'ideologia sostanzialmente unica, i quali, quando vengono messi in discussione, stanno assieme proprio grazie alla unicità dell'ideologia. Anche Democratici e Repubblicani negli Stati Uniti si alleerebbero se un terzo stravagante incomodo li importunasse.
QUESTO RUOLO ORMAI LO HA SVOLTO E DA QUESTO PUNTO DI VISTA IL M5S NON SERVE PIU'.

Il M5S ha segnalato agli Italiani la separatezza che si era creata tra eletti e base militante  e che è possibile, attraverso la militanza, costituire un rapporto più virtuoso, nobile, produttivo, anche se poi ha condito questa giusta analisi con eccessivo moralismo (sugli stipendi) e con nichilismo (l'eletto è solo un portavoce).
LA LEZIONE L'ABBIAMO APPRESA (anzi l'hanno appresa molti italiani, perché noi già sapevamo). ANCHE DA QUESTO PUNTO DI VISTA IL M5S NON SERVE PIU'

Il M5S ha rivitalizzato il concetto di militanza.
ANCHE QUESTA E' UNA LEZIONE IMPORTANTISSIMA, CHE, UNA VOLTA DATA, SPINGE A CREARE ALTRI MOVIMENTI, NON CERTO, DI PER SE', A MILITARE NEL M5S

Il M5S ha rivelato alcuni limiti, che sono strutturali, perché attengono all'ideologia e ai caratteri di fondo. Insomma non ha fatto sbagli. E' STRUTTURALMENTE SBAGLIATO.  Non può rimediare se non trasformando completamente se stesso


Segnalo DUE LIMITI STRUTTURALI.

IL PRIMO: è un movimento nichilistico che nega l'uomo.

Esso crede che non vi sia bisogno di una nuova grande classe dirigente e non si pone il compito di promuoverla. L'uno vale uno e il giusto rapporto di partecipazione del militante all'attività del parlamentare vengono spinti fino al punto da credere che il parlamentare e il politico non siano due mestieri.

Il dottore, il musicista, il commercialista, il calciatore, l'avvocato sarebbero mestieri, nei quali si può essere asini o fuoriclasse; il parlamentare e il politico non sarebbero due mestieri. Questo fino ad ora è un desiderio che sta nel libro dei sogni di Grillo, Casaleggio e la base militante. Vedremo se riusciranno a mutare i fatti, che per ora sono quelli che sono da molte migliaia di anni. La logica mi dice che si tratta di desideri irrazionali.

IL SECONDO: negando l'uomo, il M5S nega anche la strategia, ossia la politica.

La struttura che il M5S si è data (bisogna rispettare ciò che abbiamo detto alla base, ossia a trentamila persone) lo rende impaziente e infantile: privo di strategia: strategia e politica sono la stessa cosa – negando la politica i militanti del M5S negano anche la strategia.

Se fosse stato decentemente strategico sarebbe andato al governo o almeno avrebbe fatto di tutto per andare al governo in modo da farsi palesemente rifiutare: il PD lo avrebbe rifiutato. A parte "la base", ossia i ventimila o trentamila che hanno votato alle parlamentarie, molti degli otto milioni di cittadini che hanno votato il M5S hanno preso Grillo per stupido:  la gente è semplice ma nella semplicità talvolta c'è linearità. La colpa viene data tutta a Grillo ma è tutto il movimento ad essere infantile e privo di strategia politica e parlamentare.

IL M5S HA POI UN LIMITE NON STRUTTURALE MA PROBABILMENTE DOVUTO AD OPPORTUNISMO. Non ha una politica estera.

Un partito senza una politica estera, un partito che vuole andare al governo e rappresentare in qualche modo lo Stato nei rapporti con gli altri Stati e che si disinteressi della politica estera è un partito ridicolo.

La politica estera nei confronti degli Stati Uniti non è chiara. Si rinvengono molte dichiarazioni contraditorie.

Nemmeno è chiara la politica estera nei confronti dei paese del mediterraneo. Qui anzi si riscontra il vuoto assoluto.

Contraddittoria fino all'ipocrisia è la politica nei confronti dell'Unione europea.

Tutti gli altri partiti hanno idee chiare (anche se sballate) su euro e Unione uropea. L'unico partito o movimento che cambia idea spesso, che anzi propone contestualmente tesi diverse, e che propone di andare a un referendum sull'euro, senza però prendere ufficialmente posizione, è il M5S. Tutto ciò è veramente ridicolo. "Facciamo il referendum": "io voglio sapere tu che cosa pensi, coglione! e voglio sapere a che conclusione siete giunti dopo aver ragionato; io sono un artigiano che ti ha votato ma adesso mi devi dire cosa pensi e in base a quali argomenti sei giunto a proporre una certa linea politica, coglione" – questo era il ragionamento che un acuto artigiano ieri svolgeva dal mio barbiere.

12 commenti per "Su due limiti strutturali e un limite per scelta opportunistica del M5S"

  1. roberto's Gravatar roberto
    giugno 13, 2013 - 8:27 am | Permalink

    non ho votato m5s,  ma ho votato comunista per il pcl; però provo tanta nausea di fronte ai furibondi attacchi contro il m5s; viene attaccato  dal palazzo del potere in decadenza, tramite i suoi servi della informazione scritta e parlata; evidentemente il palazzaccio delle ruberie continue ha paura di un possibile terremoto; e il m5s viene attaccato aspramente e criticato dai cosidetti sinistrati,  che così facendo cercano di nascondere sotto il tappeto l'immondizia delle loro continue delusioni elettorali;  e poi vine attaccato da quelli che come andrea, non riescono a fare divenatre il loro pensiero egemone fra coloro che hanno la pretesa di dover rappresentare;  il m5s è rappresentato da un guitto, i vari movimenti rivoluzionari a parole, sono rappresenati da grilli parlanti.

  2. roberto's Gravatar roberto
    giugno 13, 2013 - 9:28 am | Permalink

    io devo constatare che il m5s ha sparigliato le carte sul tavolo immobile del sistema politico italiano, nel quale la cosidetta sinistra radicale ha avuto in mano solo le scartine, perchè agli utili idioti toccano solamente le scartine; certo la confusione creata sta disorientando anche il m5s, del quale condanno senza appello alcuno le cialtronerie antiimmigrati,  il glissare continuamente sulla questione del lavoro, non propongono nulla che sia in controtendenza ai rapporti di produzione capitalistici; sulla classe dirigente non potrai aspettarti dal m5s una risposta che coincida con la tua visione; io personalmente dopo decenni di esperienza militante nel movimento operaio e comunista,  propendo per la classe dirigente gramsciana, perchè del gruppo o classe di illuminati ho la nausea; troppi sono stati i tradimenti che assieme a tanti compagni abbiamo subito; per cui anch'io sono diffidente verso l'uomo o l'animale politico, che spesso devia verso l'opportunismo, ed in italia di esempi c'è ne sono a bizzeffe; opportuismo di singoli e di partiti; propendo per il rivoluzionario di professione per dirla con lenin, ed essere rivoluzionari di professione è una nobile virtù.

  3. roberto's Gravatar roberto
    giugno 13, 2013 - 12:08 pm | Permalink

    gramsci un grande maestro,  e purtroppo nella mia militanza non ho visto capitani come intende gramsci,  ma burocrati che erano un corpo separato dal complesso dei compagni, i quali si sono sempre sobbarcati il lavoro umile,  senza il quale nessun partito rivoluzionario potrà durare a lungo; e la mancata costruzione de l'intellettuale collettivo, ha prodotto il disfacimento del partito, nel nostro caso quello del pci, o di rifondazione comunista, che non ha saputo costruire l'asse portante che è appunto il partito collettivo che decide collettivamente.

  4. roberto's Gravatar roberto
    giugno 13, 2013 - 12:50 pm | Permalink

    speriamo di trovarci nella stessa barricata, assieme ai tanti che si decidano una volta per tutte di unire in un solo corpo le tante molecole che vagano isolatamente.

  5. roberto's Gravatar roberto
    giugno 13, 2013 - 9:56 pm | Permalink

    hai ragione gli atomi si uniscono per formare le molecole, ed allora facciamo si che i troppi atomi si leghino raggiungendo la stabilità con gli otto elettroni nel livello energetico più esterno; stabilità intesa come raggiunta unità dei troppi attori rivoluzionari che da soli sono privi di energia capace di sovvertire l'esistente!

  6. giugno 15, 2013 - 8:45 am | Permalink

    Stefano D'Andrea coglie abbastanza bene alcuni limiti del M5S, finalmente senza mai pronunciare le parole "populismo", "fascismo" o "demagogia". Tuttavia mi pare un po' esagerato definire l'egualitarismo, seppur ingenuo, "negazione dell'uomo". Rousseau negava l'uomo? Non credo. Certo l'"uno vale uno" è limitante, questo però non impedisce di fare emergere persone valide, come si è visto in parlamento. La logica dovrebbe essere quella del "tutti sono utili e nessuno indispensabile", e hanno il sacrosanto diritto di rifiutare la concezione gramsciana o leniniana di partito per tentare strade differenti. Lo stesso vale per le accuse di nichilismo (parola che può essere usata con accezioni forti o deboli, secondo alcuni solo chi crede in Dio non è nichilista, secondo altri addirittura chi crede è nichilista, …) Se il nichilismo può essere definito heideggerianeggiando "isolare l'Essere dall'ente", oppure "la vicenda nella quale l'Essere come tale non è più nulla", oppure ancora "negazione dell'Essere", se l'Essere è la comunità e l'ente è l'individuo, il M5S nella sua contraddittorietà lascia intravvedere anche una fondazione comunitaria e umanistica, anche se abbozzata, quindi non mi spingerei a definirlo nichilistico.

  7. giugno 30, 2013 - 12:54 am | Permalink

    Il M5S non è nichilista per nulla. Fermo restando che gli appunti di Stefano D'Andrea sono puntuali, la natura del M5S (o più verosimilmente quella che Grillo vuole che si caratterizzi) è un'altra.

    Ma per questo ci riserviamo di scriverci sopra qualcosa di più articolato

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Un trackback per "Su due limiti strutturali e un limite per scelta opportunistica del M5S"

  1. su luglio 30, 2013 a 4:01 pm