L’Italia è finita?

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6 Risposte

  1. Durga scrive:

    Da quanto leggo, l'analisi di Prezzolini non costituisce un' utile, costruttiva critica dei difetti del popolo italiano, allo scopo di spingerlo a correggerli; e' il risultato di un pessimismo totale, anzi di un nichilismo (in senso politico), che puo' portare solo a autodisprezzo e rassegnazione. E non serve il solito panegirico dei singoli Italiani geniali e famosi (tra l'altro ormai molto rari). In un sito come questo dovrebbe interessare la capacita' di costituire un'entita' politica e nazionale funzionante; quindi il pensiero di Prezzolini non e' utile, se non per quanto riguarda la previsione che l'Italia nella UE diventera' solo una provincia. Il fatto poi che abbia scritto il suo libro in America e in Inglese e' una chiara dimostrazione di una sua sudditanza, almeno psicologica, all'imperialismo anglosassone.

  2. stefano.dandrea scrive:

    Durga,non condivido. Come ammetti tu la la previsione sull'Europa è straordinaria. In chi la trovi una previsione così perfetta? Poi di Italiano nell'articolo c'è Prezzolini stesso (chi lo conosce oggi?), al quale si deve una lucida, onesta, coraggiosa interpretazione del fascismo (nel 1920 predisse a Gobetti che il fascismo sarebbe durato 25 anni), contenuta nel manifesto dei conservatori. E poi c'è il commento di Daniele, che evidenzia come dopo la scrittura di quel saggio le cose non andarono poi così male, salvo l'indipendenza perduta, fino a quando il progetto europeo non accelerò, approfittando della caduta dell'URSS (caduta che secondo logica doveva costituire la fine delprogetto). Immeritata anche l'accusa sull'uso della lingua,sia perché,se ben ricordo, Prezzolini visse a lungo all'estero già durante il fascismo, sia perché fu oltremodo nazionale (e forse anche nazionalista), oltre che "conservatore".

    La storia d'Italia non si taglia a fette, la si ricostruisce a poco a poco e si trae ricchezza da tutto il meglio che vi si trova.

    • stefano.dandrea scrive:

      Aggiungo che la citazione si conclude così "Se l'Europa sarà fatta" e ci indica quindi la strada, che è quella di distruggere la UE.

  3. Giuseppe scrive:

    Mi permetto umilmente di aggiungere che la guerra di indipendenza prossima ventura che l'Italia, ed il Popolo Italiano tutto, dovrà affrontare per affrancarsi dall'occupazione europea e soprattutto dalla sua ideologia sterminazionista, rappresenta l'occasione che per secoli è mancata alla nostra nazione di impegnarsi definitivamente in una lotta che le consenta di conquistare la  libertà con le proprie forze, di maturare sia da un punto di vista storico-politico che civico-sociologico, ed affermare imperituro il proprio diritto ad esistere sia come Nazione (millenaria) che come entità statale.

    Viva l'Italia.

  4. Luciano Del Vecchio scrive:

    "Fondendosi in un'Europa, che non graverà la mano sull'Italia, come farebbe la Santa Russia, essa si salverà,..". Questa frase mi lascia perplesso, ma devo tener conto che Prezzolini la scriveva nel 1958, quando non poteva prevedere che tipo d'Europa sarebbe nata, o comunque anch'egli  sognava un'Europa molto diversa da questa offertaci dall'Unione europea. Non possiamo immaginare cosa ne avrebbe pensato della UE, ma sicuramente, intellettuale realista e disincantato qual'era, non gli sarebbe sfuggito che questa Europa la mano sull'Italia la grava, eccome! e, a quel punto, non sarebbe stato tenero neanche con gli europei o europoidi. Forse avrebbe modificato parecchie sue opinioni anche sui suoi connazionali. Chissa! L'altra stranezza è l'accenno alla Santa Russia. Nel 1958 non esisteva più la santa russia, a meno che non si voglia considerare l'URSS un prodotto della religione comunista, e dunque "santo". In ogni caso non avrebbe gravato la mano sull'Italia, che in quegli anni si stava salvando alla grande, mentre in questi anni "europei" si sta dannando.  Per il resto, Prezzolini è sempre stato un nazionalista.

     

  5. winston scrive:

    "quando l'Italia, partecipando allo sforzo di molte nazioni desiderose giustamente di non diventar asiatiche per forza della Russia, si unisce ad esse per fondersi in un'Europa, capace di resisterle. L'Italia fa benissimo […]. Ciò vuol dir riconoscere che il suo tentativo di formare uno Stato nazionale è fallito"

     

    Questo si può dire anche nei riguardi di Germania, Belgio, Olanda, Lussemburgo, Francia.

    Poi nei riguardi del Inghilterra, che si unì negli 70 al EU è poi Spania è Portogallo nagli anni 80.

    Ma in tutti questi paesi non esiste quel autolesionismo cronico che c'è in italia.

    Il Popolo italiano (non solo quello meridionale) è sempre stato trattato dai suoi governanti o politici con un disprezzo che non ha uguali in europa, ricordiamo come furono trattati dai politici italiani i 300.000 prigionieri italiani dopo la disfatta di caporetto, i prigionieri italiani erano gli unici che non ricevevano paccetti alimentari dalla patria, per la campania altamente denigratoria del governo italiano nei loro confronti, tanti morirono di fame.

    Poi c'è anche la storia del trattato italo-belga del carbone, io mi domando come si può umiliarsi fino a questo punto.

     

     

     

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