Breve appunto su marxismo, sovranità e federalismo

Jacopo-Niccolò Bonato

studi filosofici. lavoro in ambito finanziario.

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8 Risposte

  1. Tania scrive:

    No guarda , credo tu faccia confusione . Marx non si è mai posto il problema dell'indipendenza(?) dei popoli(?) : Marx si è posto il problema della liberazione dell'uomo . E Marx ( al contrario di quello che "sembra chiaro" a te ) in realtà elogia la funzione progressiva e rivoluzionaria della borghesia ( Ps : semplicemente , e giustamente – nella sua visione dialettica della storia – sostiene che la borghesia ha esaurito il suo compito e che questo ruolo progressivo e rivoluzionario potrà essere preso solo dal proletariato mondiale ). Lo spiega in tante opere ma , poichè tu hai preso IlManifesto , lo trovi anche nel Manifesto :

    La borghesia ha messo in chiaro come la brutale manifestazione di forza , che i reazionari tanto ammirano nel Medioevo , avesse il suo appropriato completamento nella più infingarda poltroneria . Essa , per prima , ha mostrato che cosa possa l'attività umana ….

    Sfruttando il mercato mondiale la borghesia ha reso cosmopolita la produzione e il consumo di tutti i paesi . Con gran dispiacere dei reazionari , ha tolto all'induzstria la base nazionale ….

    L'isolamento e gli antagonismi nazionali dei popoli vanno via via scomparendo con lo sviluppo della borghesia , con la libertà di commercio , con il mercato mondiale , con l'uniformità della produzione industriale e con le condizioni di vita ad essa corrispondenti . Il dominio del proletariato li farà scomparire ancor di più . L'azione unita almeno nei paesi civili è una delle prime condizioni della sua emancipazione.

    I comunisti si distinguono dagli altri movimenti proletari per il fatto che da una parte mettono in rilievo e fanno valere gli interessi comuni , indipendenti dalla nazionalità , dell'intero proletariato mondiale ; dall'altra per il fatto che sostengono costantemente l'interesse del movimento complessivo

     

    • Jacopo-Niccolò Bonato scrive:

      dici a me tania? se dici a me io non faccio per nulla confusione se prendo una citazione diretta di Marx ed Engels e mostro che tale citazione è ben distante dalla vulgata leninista classica del pensiero marxista. era questo l’intento e forse non è risultato molto chiaro. pazienza. ad ogni modo. forse tu fai confusione con il pensiero di marx e il successivo leninismo e internazionalismo. trovami una frase qualsiasi dove marx sosterebbe che è utile per il proletariato accettare una moneta unica che faccia gli interessi del sistema produttivo capitalistico (come appunto è l’euro)? Marx poi non parla di sovranità? Non usa la parola direttamente, ma trovami una sola citazione di Marx dove egli direbbe che è utile per un paese vendersi, dismettere le proprie frontiere e dazi e acquisire una moneta unica che lo porti ancor di più in crisi. la comune di parigi citata sia da marx e lenin come UNICO esempio di comunismo in terra da loro accettato è una forma di auto-organizzazione diretta che strappa tutti i cordoni con lo stato francese. se non erano sovrani di se stessi non saprei proprio chi lo sia.

      inoltre, tu confondi la funzione del proletariato, cioè della categoria degli oppressi, che chiaramente vale in tutto il mondo e per tutte le persone, con le vicende storiche effettive di un paese determinato, così come non riconosci che marxisticamente lo stesso intero paese possa essere sottomesso ad altri. perché marx e engels si prendono sempre cura di citare i comunisti e socialisti degli altri paesi, se non perché si rendono conto delle differenze reali e materiali tra un paese e l’altro e quindi delle differenze di organizzazione del proletariato stesso??? il materialismo storico, cioè la primaria dottrina di marx, ti dovrebbe suggerire che materialmente un paese non è un altro e che l’appiattimento di un paese ad un altro non ha nulla a che fare con il pensiero marxista, nel quale quindi rimangono le differenze materiali inalienabili tra i vari paesi, o vuoi sostenere che se nel mondo intero la rivoluzione proletaria avesse successo e un sistema comunista fosse sviluppato ovunque, questo significherebbe che io non sarei più italiano? cioè confondi un cambio economico con un cambio etno-sociologico-culturale??? insomma, non mi pare una grande idea e non mi pare per nulla marxista. nella tua citazione marx sostiene che la borghesia fomenta gli antagonismo tra i popoli, così come fomenta l’antagonismo nel proletariato. marx non scrive certo che l’italia è bene che non sia sovrana di sé, autonoma, indipendente, in grado di fare la proprio economia e politica da sé. rispolvera solo la vecchia idea di antagonismo come funzionale alla borghesia, che è ben contenta se gli operai litigano tra di loro invece di fare la guerra al padrone. così in quella citazione dovevi leggere che l’antagonismo tra gli stati è esso stesso indotto dalla borghesia, perché, fino a ché le nazioni si combattono tra di loro la borghesia continuerà a fare i propri comodi, continuando a sfruttare quelle stesse nazioni. e in tal senso la citazione avvalora un’idea nazionalista, ovvero che esistono nazioni sfruttate da altre e che è ben lecito sottrarre non solo il proletariato dallo sfruttamento, ma tanto più un’intera nazione, che in questo caso almeno formalmente acquisirà essa stessa la funzione di proletariato.

      ad ogni modo, con quella citazione del manifesto io volevo solo fare capire che già marx intuiva come fosse possibile sfruttare interi paesi distruggendo le loro frontiere e inglobandoli in un unico sistema monetario e capitalistico, ti sfugge perciò la dinamica più profonda del capitale, ovvero la sua espansione, quella dinamica ben descritta da marx per il quale il capitale esaurito un mercato, una volta che l’ha sfruttato al massimo, cambia mercato e sfrutta pure quello, deprivando di ogni risorsa qualsiasi cosa esso tocchi. io l’ho chiamato impero, mi riferivo anche a toni negri, ma non sto qui a fare citazioni oltre il dovuto, che non mi interessano.

  2. Tania scrive:

    Dimanticavo . Marx non si è nemmeno mai posto il problema della "sovranità nazionale" . Se mai Marx sfiora l'argomento solo una volta ( nei Manoscritti del 1843 ) per mettere intelligentemente in evidenza una contraddizione , appunto per quanto riguarda il concetto di "sovranità del popolo" : la contraddizione contenuta nell'idea di un collettivo o di un "corpo morale" che sarebbe al tempo stesso "sovrano" e "soggetto" , cioè capace dell'esercizio della potenza di governare e legiferare , ma anche vincolato vincolato all'obbedienza incondizionata alle sue stesse leggi e ai suoi stessi decreti . Come noto è un dilemma insoluto che metterà in difficoltà molti giuristi .

     

    • Tania scrive:

      In effetti Marx , quando scrisse quella frase , si riferiva alle borghesie del Regno di Sardegna , Lombardo Veneto , Prussia eccetera eccetera , ovviamente non per suggerire un semplice aggregato disomogeneo di rasformazioni di quei paesi : l'Indirizzo inaugurale alla "Prima Internazionale" è esplicito sul forma esclusivamente internazionale della rivoluzione , poichè notoriamente i proletari "non hanno patria" . Se quella frase la scrivesse oggi è vero che potrebbe anche riferirsi alle borghesie di UE ,"zone speciali" cino-indiane eccetera , ma è molto più probabile che ragionerebbe direttamente in termini di sistema-mondo .

       

      • Jacopo-Niccolò Bonato scrive:

        fossi in te tania non mi arroghnerei il diritto di dire cosa penserebbe o meno marx oggi. non lo sai né puoi saperlo e non è bene parlare a nome di altri. 😀

  3. da scrive:

    la prassi politica di "Appello al popolo non ha alcuna possibilità di opporsi al Capitale, le sue armi concettuali tutte interne al dominio. l' insistenza, altrimenti non giustificata, di fornire una base anche marxiana (in altri post leniniana) al sovranismo è il collaudato metodo ideologico del socialismo in un solo paese.  Niente a che fare con Marx e Lenin, al contrario programmatica sconfitta dei dominati e veicolo del Capitale che si fa totalità sociale a livello mondiale. la contraddizione tra sovranità nazionale e globalizzazione capitalistica è più apparente che altro, il loro è un rapporto innanzitutto necessario

    da

    • Jacopo-Niccolò Bonato scrive:

      forse non hai capito che non ce ne frega nulla di essere comunisti nel senso sdoganato da uno dei tanti partiti comunisti e quindi la nostra idea non è quella di opporci al capitale, tra l’altro con un linguaggio ottocentesco che oggi non fa più presa su nessuno. La nostra idea è quella di opporci all’Europa e al suo strapotere finanziario. Voi comunisti (presunti) vivete ancora di latifondi, rentier, industriali cattivi e operai salariati, e non siete più in grado di capire le reali, oggettive, materiali esigenze odierne, del 2014. Volete il socialismo in tutto il mondo ma non siete nemmeno in grado di costruire un circolo comunista o simil tale che sia uno solo e solo uno nel raggio di 50 km. Già nel piccolo siete divisi in decine di gruppetti contrapposti, ciascuno dei quali pensa di essere l’univo e vero comunista. Se le armi concettuali di appello al popolo sono carenti e limitate non è un peccato: nessuno è perfetto e noi dobbiamo ancora crescere e svilupparci. Io però mi preoccuperei delle armi dei movimenti comunisti odierni, che più che limitate, direi essere totalmente inesistenti.

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