Distrazione di massa alla francese

       Dallo scorso Dicembre, l'opinione pubblica francese é bombardata da temi "bidones" come si dice oltralpe, che agitano il dibattito pubblico, ma che nulla hanno a che vedere con le priorità dei francesi e soprattutto sono utilissimi per mascherare da un lato gli insuccessi del governo, dall'altro, la sua incapacità ad agire, poiché ormai tutti i poteri sono passati a Bruxelles.

           Ma andiamo con ordine, dai primi di Gennaio il Ministro dell'interno Valls, scalpitante nel voler prendere il posto di Hollande, si lancia in una crociata senza precedenti verso il comico Dieudoonné, impiegando tutte le forze della repubblique (tribunali, questure, gendarmerie, prefetture, fino al Consiglio di Stato express in 2 ore  e 5 controlli fiscali in 7 giorni con tanto di pignoratori notturni.). Dieudonné sicuramente é antisemita, ma lo é da 10 anni e i suoi spettacoli sono i più seguiti nel paese, ma perché creare un caso del genere solo adesso? Ebbene Gennaio in Francia é da sempre il mese per eccellenza del bilancio sulla sicurezza. Ecco allora il 17 gennaio, come ogni anno vengono divulgate le cifre sulla delinquenza: tutti i tipi di crimine sono in aumento a 2 cifre dallo scorso anno e per la prima volta nella storia, anche le zone rurali sono fortemente colpite. Con l'aggravante che queste ultime, che sono distanti decine di chilometri dal posto di polizia più vicino, ebbene hanno subito un aumento del 30% in un anno. La colpa é sicuramente di Valls, che aveva stabilito nel 2013 delle zone di alta sicurezza nei quartieri sensibili, peccato che in questo modo ha solo spostato il problema, intere bande di "voyous" si sono riversate nelle campagne, lasciate dai tagli europei di Sarkozy, senza neanche un gendarme nel raggio di 40 km. Ma il crimine é in aumento ovunque, grazie anche alla riforma Taubira, che ha depenalizzato tutti i reati che meritano fino a 5 anni di reclusione (violenze sessuali comprese). Non é un caso se anche quest'ultima dopo mesi di iperpresenzialismo mediatico, con l'avvicinarsi di Gennaio, sia letteralmente sparita. Ma si sa la moda é europea: non si adattano i posti in carcere ai numeri di condannati, ma piuttosto il numero di condannati ai posti disponibili in carcere.


         Ma Gennaio è anche il mese dei dati sull'immigrazione, altro nervo scoperto del ministro dell'interno e a parte i costi raddoppiati rispetto all'anno scorso e il numero dei permessi triplicati, é scoppiato anche lo scandalo di alcuni sindaci bretoni. Essi hanno denunciato un vero e proprio mercato degli immigrati istituzionale. Apparentemente il dipartimento di Seine Saint Denis, dipartimento difficile al nord di Parigi col più alto tasso di delinquenza e popolazione inattiva, in gran parte abitato da stranieri, è il primo posto dove arrivano i nuovi immigrati una volta in Francia, peggiorando cosi' una situazione già fuori controllo. Ecco allora che il dipartimento ha deciso di "smistare" una parte della propria popolazione nelle città-dormitorio della campagna francese in cambio di sovvenzioni statali, naturalmente il governo smentisce, ma molti siti e giornali hanno confermato la notizia.

          Ma non è la sola cosa che l'Eliseo s'affretta a smentire, negli ultimi giorni é infatti scoppiato anche il caso "gender". Alcune scuole elementari di Parigi hanno iniziato  un corso sulla teoria gender in alcune classi, si evita di usare il maschile e femminile nei corsi, si obbligano i bambini a giocare con le bambole e le bambine con automobili e costruzioni, si inizia un'educazione sessuale neutra a 6 anni cn tanto di genitali in peluche. Appena saputo, molte famiglie, soprattutto musulmane, hanno rifiutato di mandare i bambini a scuola e in qualche giorno, tramite sms, la voce si é sparsa, si è auto-riconvocata la manif pour tous, e in meno di 7 giorni eccoti 500.000 persone per le vie di Parigi di nuovo a protestare contro Hollande. Il governo alle strette, dopo aver detto che era solo un'invenzione della destra, che non esistevano sperimentazioni in tal senso, sempre con il solito ministro Valls, che ha sconfinato di fuori dalle sue competenze, ha dichiarato che rinunciava alla riforma scolastica del gender, che fino a qualche secondo prima, non sarebbe neanche esistita. Qualche secondo dopo pero',  é successo il pandemonio. La maggior parte dei deputati socialisti, per cui la riforma é sempre esistita, si é dissociata da Valls e ha promesso di continuare l'iter parlamentare del decreto sulla teoria gender. Si tratta di una teoria già insegnata nelle scuole svedesi e che in obbedienza alla relativa direttiva europea, decisa non si sa da chi,  anche il parlamento italiano, in pieno silenzio dei media, ha approvato nell'ottobre 2012, coi voti di pd e pdl e astensione di M5S e Frateli d''Italia.

           Ancora una volta il sentire del popolo é distante da chi lo governa, ma questa volta é soprattutto la comunità musulmana a essere sul piede di guerra, infatti da sempre le comunità magrebine han fatto di Diedonné il loro portabandiera e hanno mal-digerito l'azione muscolare del governo contro il comico e a stento han trattenuto le proteste. Ma dopo la teoria gender, la diga é iniziata a fessurarsi e inizia a inclinarsi il sodalizio di ferro col partito socialista. Questo vuol dire "allarme rosso" per Hollande: il 90% dei musulmani ha votato socialista alle scorse presidenziali(quasi 4 milioni di voti, e considerando la differenza con Sarkozy di qualche centinaio  di migliaia di voti, il supporto arabo é fondamentale per il presidente). Ecco allora per riparare, in fretta e furia il governo la settimana scorsa partorisce un ennesimo documento attesissimo dalla popolazione:"il decreto sull'integrazione", che si potrebbe chiamare anche dis-nazionalizzazione. Fra i punti previsti, la preferenza da accordare negli appalti pubblici alle aziende gestite da immigrati, idem per i posti dei funzionari pubblici. A scuola bisognerà affiancare alla lingua francese, le lingue delle comunità straniere più importanti. Punire le aziende che non assumono abbastanza immigrati fissando vere e proprie quote, e l'obbligo di assunzione per le partecipate pubbliche, tramite CV anonimo (cioè senza nome, cognome, foto e indirizzo). Mentre per le aziende private si prevedono sgravi per chi procede all'assunzione per "simulazione". Ultima chicca del governo socialista: l'azienda assume il candidato senza averlo mai visto, solo perché immigrato, poi ha un periodo di prova in cui può rivenire sui suoi passi. Naturalmente trovandosi poi sul collo tutti sindacati e le associazioni antirazzismo.
           Ma non basta, questa settimana 2 sono i temi che occupano la scena, a parte naturalmente le riapparizioni epifaniche di Sarkozy: l'eutanasia e la guerra in centro-africa. Non che non sia un problema importante e che non se ne debba occupare perché ci sono altre priorità, ma onestamente la Francia è in piena recessione e il governo non prende la benché minima misura e continua a occuparsi solo di questioni civili, il cui solo effetto é dividere la popolazione (guarda caso). I dati sull'occupazione e la crescita sono tutti col segno meno, nonostante le previsioni ottimiste di Hollande a Dicembre. Peccato pero' che all'uscita delle cifre ufficiali sulla disoccupazione a Gennaio, tutti parlavano di Dieudonné. Ma non finisce qui, in centrafica si è dimostrato cosa diventa uno stato quando perde la sovranità monetaria: è obbligato a cercare "soldi" da chi invece la sua moneta la stampa ancora. Ed ecco che per fare un piacere al Quatar, l'anno scorso il ministro degli esteri Fabius, ha appoggiato in Centrafrica, la salita al potere del gruppo islamista Seleka, in un paese al 90% cristiano e 10% musulmano.  In quei mesi Seleka,  ha letteralmente massacrato le popolazioni cristiane e aborigene nel pieno silenzio dei media. Queste ultime hanno iniziato a costituire delle proprie milizie, dando vita a veri e propri scontri religiosi, ecco allora che Hollande invia i soldati francesi per disarmare le milizie e formare un governo di larghe intese, Peccato che sotto la pressione del Quatar, l'Armée Française ha iniziato a disarmare solo le milizie cristiane e a imporre ancora una volta un governo islamico più soft in un paese cristiano. Sono ripartite dunque le rappresaglie da parte dei cristiani verso i musulmani, ecco allora che tutti i canali di informazione  controllati dagli emiri, non parlano che dell'esodo dei musulmani. Hollande proprio oggi per fermare questo esodo, ha raddoppiato la missione francese per disarmare le milizie cristiane. E' scoraggiante vedere che fine ha fatto il paese che fu di De Gaulle, privato della propria sovranità e della propria moneta, costretto all'interno a mentire al proprio popolo e a trovare dei saltimbanchi per distoglierne l'attenzione e all'esterno, a fungere da mercenario di un paese teocratico e liberticida, grande quanto la Corsica, per finanziare il proprio debito. Sempre più imbarazzante infine agli occhi dell'opinione pubblica, il ruolo di cagnolino esecutore agli ordini degli Usa che sta assumendo la Francia, nel rapporto con Obama, Hollande ha preso ormai il posto che era di Blair nei confronti di Bush.

In tutto questo Caos mediatico, Hollande sfonda un altro minimo storico, scende sotto il 19% e il Front National vola al 34% delle intenzioni di voto. L'UMP è nell'attesa dell'eterno ritorno di Sarkozy.

Marcello Di Vincenzo

 

1 Comment to "Distrazione di massa alla francese"

  1. March 13, 2014 - 11:01 am | Permalink

    Complimenti per questo interessantissimo scritto

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