La assoluta omogeneità delle due coalizioni che da quindici anni si alternano al governo dell’Italia. Perché in Italia abbiamo un governo ma non il Parlamento.

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8 Risposte

  1. Giuseppe scrive:

    Il pensiero unico ha trasformato la società di cittadini in società di consumatori dove il voto diviene merce di scambio e non più scelta di libertà e consapevolezza del proprio presente. Il sistema radiotelevisivo imperniato sulla pubblicità e sul consumismo “impedisce di pensare” a soluzioni alternative a quelle proposte dai modelli attualmente imperanti. Occorre risvegliare le coscienze critiche per creare una società di cittadini consapevoli ma la strada appare lunga ed impervia…
    Giuseppe

  2. Luciano scrive:

    leggo oggi casualmente con molto  ritardo l'articolo di stefano d'andrea che mi ha colpito per la profondità di analiusi e col quale concordo pienamente. Sullo sfondo, resta per tutti la domanda "che fare?" ma questo è un altro discorso…
    Luciano

  3. stefano.dandrea scrive:

    Caro Luciano,

    sono contento della consonanza di analisi. E convengo che, svolta l'analisi, il problema diventa "che fare?".

    Per quanto mi riguarda, devo ancora riuscire a spiegare, a me stesso, prima che agli altri, perché la dimensione politica all'interno della quale noi dobbiamo "fare" è l'Italia; perché quindi devono essere superati alcuni ingenui corollari dell'internazionalismo di "ieri"; perché la teoria politica deve essere riempita anche di una certa dose di "idealismo" (è il tema più difficile, ma anche il più importante: a questo perché ho cominciato a rispondere con "Merci che producono merci", pubblicato ieri…); perché la teoria della decrescita, pur avendo finalità sacrosante, è incoerente e capace di ingannare soltanto poche minoranze, con la conseguenza che deve essere corretta e stravolta (ferme le finalità); e qualche altro perché.

    Ben presto, però, conclusa l'analisi concreta della situazione concreta, giungerà il momento di interrogarsi sul "che fare"; e di rispondere.

    Fatti sentire ogni tanto. Se poi vuoi apportare un contributo qualsiasi, le porte sono aperte, anzi spalancate.

    Ciao

  4. Enrico Bellelli scrive:

    Nessuna delle due coalizioni ha difeso tenacemente l’idea che il tentativo di costruire un’Europa politica imponesse un contratto collettivo di lavoro europeo.

    E ci mancherebbe solo questo…  i Paesi europei sono diversissimi tra loro per livelli di produttività e dimensioni aziendali…. pensa cosa succederebbe applicando alla piccola impresa del Nord Italia il modello di sindacato franco-tedesco. La concertazione del resto è già di suo pratica assai farraginosa, a livello comunitario sarebbe una camicia di forza. Per il resto, d'accordo su tutto: da un ceto politico ridotto a mero esecutore di direttive esterne non c'è da aspettarsi niente, se non piccoli aggiustamenti e programmi-fotocopia.

  1. agosto 1, 2015

    […] […]

  2. agosto 2, 2015

    […] In questo contesto, un’analisi storica obiettiva non può che portare a riconoscere la assoluta omogeneità, sulle questioni politiche essenziali e di fondo, delle due coalizioni alternatesi in quel periodo al governo dell’Italia, omogeneità solo dissimulata attraverso i litigi e gli insulti dei rappresentanti delle due coalizioni. Omogeneità discendente dall’accettazione di un “vincolo esterno”, quello dei Trattati europei, che ha reso le nostre istituzioni nazionali mere esecutrici di decisioni prese altrove, dalle burocrazie europee, imposte dalle lobby, decisioni fondate su ideologie elaborate al di fuori dei nostri centri politici e culturali ed assolutamente antitetiche al modello economico sociale delineato nella nostra Costituzione (per approfondire) […]

  3. agosto 3, 2015

    […] In questo contesto, un’analisi storica obiettiva non può che portare a riconoscere la assoluta omogeneità, sulle questioni politiche essenziali e di fondo, delle due coalizioni alternatesi in quel periodo al governo dell’Italia, omogeneità solo dissimulata attraverso i litigi e gli insulti dei rappresentanti delle due coalizioni. Omogeneità discendente dall’accettazione di un “vincolo esterno”, quello dei Trattati europei, che ha reso le nostre istituzioni nazionali mere esecutrici di decisioni prese altrove, dalle burocrazie europee, imposte dalle lobby, decisioni fondate su ideologie elaborate al di fuori dei nostri centri politici e culturali ed assolutamente antitetiche al modello economico sociale delineato nella nostra Costituzione (per approfondire) […]

  4. agosto 10, 2015

    […] In questo contesto, un’analisi storica obiettiva non può che portare a riconoscere la assoluta omogeneità, sulle questioni politiche essenziali e di fondo, delle due coalizioni alternatesi in quel periodo al governo dell’Italia, omogeneità solo dissimulata attraverso i litigi e gli insulti dei rappresentanti delle due coalizioni. Omogeneità discendente dall’accettazione di un “vincolo esterno”, quello dei Trattati europei, che ha reso le nostre istituzioni nazionali mere esecutrici di decisioni prese altrove, dalle burocrazie europee, imposte dalle lobby, decisioni fondate su ideologie elaborate al di fuori dei nostri centri politici e culturali ed assolutamente antitetiche al modello economico sociale delineato nella nostra Costituzione (per approfondire) […]

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