Concerti

“Quante persone mi porti al concerto?”

“A dire il vero pensavo che interessasse la musica, mica gli amici. Serve anche che le presenti la fidanzata?”

“Ma hai una lista di amici che chiami quando suoni in giro?”

“Sì, ma non ho idea se quella sera avranno voglia di farsi 50km per sentirmi suonare.”

“Vabbè, passa di qui che ci mettiamo d'accordo”

“Hanno inventato il telefono proprio per evitare alle persone di perdere tempo e spendere la tredicesima in autostrada e benzina.”

“Porta recensioni e un CD demo.”

“Tanto lo so che resteranno sullo scaffale sotto al bancone per settimane, e che tutta questa manfrina serve solo a farmi telefonare almeno altre 4-5 volte, giusto per sottolineare chi è lo schiavo e chi è il padrone.”

“Speriamo solo che la serata vada bene (cioè io venda molta birra, ndr)”

“Tranquillo: lo so già che se va male ci viene dato metà del compenso (forse) ma che se va benissimo non ci viene dato il doppio”

 

Discorso di Aleka Papariga al corteo del KKE ad Atene

da La voce del popolo

"… Noi andiamo contro la corrente delle false speranze. Noi saremo giustificati molto piu' velocemente ora,una volta ancora. La rabbia del popolo non dev'essere trasformata in disillusione. Il popolo non ha bisogno dei memoranda di oggi o di altri memoranda modificati.

Non ci sono soluzioni senza dolore. Il sentiero della rottura,del conflitto,richiede sacrifici,ma questi guideranno alla prosperita' del popolo. Il sentiero del compromesso proposto dalle altre forze richiede sacrifici dolorosi e inutili senza fine,senza una prospettiva positiva per il popolo.

Euro, Unione europea ed Europa: convegno a Frosinone

Il blog ecodellarete ha organizzato un convegno dedicato ai temi dell’Euro, dell’Unione europea e dell’Europa. Il convegno si svolgerà a Frosinone, sabato 26 maggio, nel Palazzo della Provincia, Piazza Gramsci 1. I lavori del convegno inizieranno alle ore 9,30. Dopo la sospensione per il pranzo, riprenderanno alle ore 14,30.

Il titolo del convegno –  "La natura dell'euro: la pillola rossa o la pillola blu" – strizza l'occhio al film Matrix, citando una delle scene più famose, quella nella quale Morpheus, il capo della resistenza, offre a Neo la possibilità di scegliere tra due opzioni: conoscere la verità, con tutto il carico di dolore e sofferenza che ciò comporta, oppure continuare a "vivere dentro Matrix".

Saranno relatori Alberto Bagnai, Stefano D’Andrea, Sergio Di Cori Modigliani, Gioele Magaldi, Moreno Pasquinelli e Piero Valerio.  Presenterà il convegno Fiorenzo Fraioli di Eco della rete. Modererà Massimo De Santi.

Si allegano brevi presentazioni dei relatori e del moderatore, preparate dagli organizzatori del convegno.

Sovradiagnosi II. Il business medico mira alla pancia

Voglio vendere farmaci a tutti. Voglio vendere farmaci ai sani. Voglio che i farmaci si vendano come caramelle

H. Gadsen, uno degli amministratori delegati della Merck, Sharp & Dome, la casa farmaceutica che nel 1958 lanciò il primo antipertensivo di massa con una campagna di marketing

Il paziente perde i diritti costituzionali scritti da Thomas Jefferson: alla vita, alla libertà e al perseguimento della felicità”.

Sir G. Pickering, regius professor di medicina a Oxford, sugli effetti dell’introduzione del trattamento farmacologico di massa dell’ipertensione

 

Nell’introduzione Welch e al. [1] chiariscono che la loro critica non riguarda la diagnosi su chi è davvero ammalato; ma “il nostro entusiasmo per la diagnosi” sui sani, la diagnosi preventiva. Welch fa una lista delle sovradiagnosi alle quali sarebbe esposto come paziente (ad un’età di circa 55 anni):

- Episodi isolati di elevazione della pressione arteriosa (PA). Diagnosi: ipertensione borderline.

- Peso 94 kg, altezza 182 cm. Diagnosi: sovrappeso.

- Ogni tanto bruciore di stomaco dopo i pasti. Diagnosi: malattia da reflusso gastroesofageo.

- Si alza una volta a notte per urinare. Diagnosi: iperplasia prostatica benigna.

- Al risveglio rigidità articolare, che si dissolve dopo un po’. Diagnosi: artrosi.

Una precisazione

Ben tre associati all'ARS mi hanno scritto chiedendomi se Lorenzo, abituale commentatore di questo sito, sia iscritto all'ARS, in ragione di alcune prese di posizione dichiaratamente razziste di Lorenzo e del fatto che in un commento egli ha rivendicato il preteso valore del razzismo, sia pure inteso in senso specifico.

La risposta è no. E se si fosse iscritto, sarebbe stato immediatamente espulso, su richiesta di uno dei soci. Infatti, l'Atto Costitutivo contiene una clausola ben precisa:

Su segnalazione di uno o più soci, il Collegio dei Probiviri giudica sul comportamento leale e corretto dei soci, nell’ambito dell’Associazione così come nella vita civile; nonché su prese di posizione dei soci relative a pretese superiorità o inferiorità di Stati, popoli, e categorie di persone. (art. 4, comma 9).

 

Tuttavia, in tre anni Appello al Popolo non ha mai censurato alcun commento; e proseguirà nell'applicazione di questa linea. Tutti coloro che volevano replicare a Lorenzo lo hanno fatto o avrebbero potuto farlo. E potranno replicare in futuro (SD'A).

Più Europa (e meno Spagna). O no?

Un’eccellente sintesi sui problemi, economici e politici, creati dall’euro (SD’A)

di Alberto Bagnai Alberto Bagnai

Vi ho parlato in un post precedente di un economista eterodosso, un certo Pesce (o almeno così lo chiamavano a Roma), che in un convegno scientifico passato alla storia come il mountain workshop (il seminario della montagna), del quale sta per ricorrere il duemillesimo anniversario, disse una serie di cose di grande attualità, che via via abbiamo commentato in questo blog. Ieri alcuni lettori, chi in forma privata (per non perdere il posto di lavoro), chi in forma pubblica, mi hanno segnalato questo articolo di Repubblica, e le parole immortali di Pesce mi si sono stagliate davanti agli occhi: a fructibus eorum cognoscetis eos.

Eh già! Perché per valutare appieno la portata di questa ennesima riedizione del mantra “più Europa”, più che entrare (o rientrare) nel merito di cosa sia una zona valutaria ottimale, occorre e basta scorrere la lista dei firmatari, e contare le menzogne, le pure, semplici, sfacciate, incontrovertibili menzogne (nel senso di sovvertimenti e presentazioni distorte della realtà fattuale consegnataci dalle statistiche) sulle quali i firmatari basano i loro argomenti.

Facili conclusioni

di Alessandro Bolzonello

Sono partigiano, ma contemporaneamente, per quanto nelle mie possibilità, al di sopra delle parti. Mi piace provare a comprendere le ‘cose’, ancor più quando mi trovo ad esserne parte, a provare emozioni.

Rifuggo le facili conclusioni. Non fanno per me. Ogniqualvolta mi ci imbatto, provo fastidio e avversione. Le facili conclusioni si collocano a debita distanza dalla ‘realtà delle cose’: la spezzettano, la semplificano, spesso la banalizzano, impedendo di cogliere l’essenza, le istanze fondamentali.

Le facili conclusioni sono, però, un fenomeno interessante e significativo: rappresentano gli odori e gli umori del momento. I bar, le piazze, le location delle macchinette del caffè e, oggi, i social network sono il loro setting naturale. Lo sport, la moda, oggigiorno, la politica sono le tematiche catalizzatrici: metafore sulle quali proiettare le istanze della propria vita. Ecco il perché della concentrazione di attenzione, interesse e remunerazione su questi temi.

In tali setting, solo in questi, diventa legittimo esprimere facili conclusioni. Il contenuto va in secondo piano in favore del processo: modalità di espressione, strumento di relazione, occasione di incontro. Meta-comunicazione e meta-contenuto. Diventa la risposta al bisogno profondo di sentirsi vivi, di esprimersi, di percepire di esserci. Sopravvivenza.