“L’IDENTITA'”

« Per l’imperialismo è più importante dominarci culturalmente che militarmente. La dominazione culturale è la più flessibile, la più efficace, la meno costosa. Il nostro compito consiste nel decolonizzare la nostra mentalità. »
(Thomas Sankara)
Questa citazione anche se puo’ apparire ai piu’ molto lontana e’ in realta’ ancora molto attuale ed utile, credo che sia da questo concetto cosi’ ben espresso dall’indimenticato Presidente Sankara’ che bisogna ripartire.
Decolonizzare la nostra mentalita’, recuperare la nostra cultura, la nostra storia, le nostre origini, la nostra umanita’, scegliere di riappropriarci di una nostra “IDENTITA'” e non farci risucchiare in un mendace e criminale atto di svuotamento collettivo che tende ad uniformare e rendere piatto ogni individuo di questo pianeta al fine di poter essere manipolato e controllato e quindi inerme ad ogni scelta.
Noi possiamo ancora fare la differenza, siamo ancora in tempo, la possiamo fare scegliendo, decidendo di prendere parte alla battaglia, perche’ di questo si tratta, anche se sono cambiati i criteri degli scontri e non ne abbiamo la netta e chiara percezione.
Credo che abbiamo tutti la responsabilita’ di informarci, capire e scegliere se venderci ai globalizzatori e liberisti o se reagire, se combattere, se militare pazientemente, mantenedosi attenti, svegli, vigili, trattenendo la rabbia dentro, pronta a farla esplodere in maniera lucida e mirata al momento giusto per riprenderci cio’ che e’ nostro sin dai tempi piu’ remoti e per cui da sempre la nostra specie combatte e lotta, il diritto a condurre questo grande ed unico dono che e’ la VITA in maniera libera e dignitosa.
NON CI SONO PIU’ SCUSE….ORA TOCCA A NOI!

In vista dell’ultima assemblea nazionale dell’ARS – Roma, domenica 7 giugno 2015

PARTECIPA ALL’ASSEMBLEA NAZIONALE DELL’ARS

Domenica 7 giugno 2015, a Roma, presso il Centro Convegni “Carte Geografiche” – Via Napoli 36 – si svolgerà l’ultima assemblea nazionale dell’ARS.

Nel giugno 2016, infatti, i soci che l’ARS avrà aggregato daranno vita al FSI: scopo sociale dell’ARS era ed è quello di dar vita a una formazione politica sovranista, che abbiamo già denominato FSI – Fronte Sovranista Italiano.

È particolarmente importante che i soci, superando tutti i possibili ostacoli, riescano ad essere presenti.

È altresì fondamentale che, nel tempo che ci separa dall’assemblea, i soci lavorino con decisione ed efficacia su (almeno) un simpatizzante o curioso, per persuaderlo a venirci a incontrare in quella che, senza dubbio, è la migliore occasione per conoscere soci, organizzazione, progetto, analisi e proposte dell’ARS-FSI.

Questa nota (sul profilo fb del FSI – Fronte Sovranista Italiano) sarà utilizzata, in primo luogo, per chiamare all’appello, tramite commenti, i soci, e per sollecitarli a porre a se stessi l’obiettivo di persuadere un curioso o simpatizzante, che essi conoscano, a partecipare all’ultima assemblea nazionale dell’ARS.

In secondo luogo, sempre tramite commenti, inviteremo alcuni simpatizzanti, che sono già in contatto con noi e che in parte abbiamo già conosciuti fuori dalla rete.

Svendite e tradimenti

Dallo sgancio dello SME alle svendite di Stato per entrare nell’€uro (settembre 1992 – dicembre 1996)
L’inizio della fine

Dal 1987 la Lira era nello SME credibile (parità quasi fissa contro marco tedesco –DEM-, Franco Francese –FRF-, sterlina inglese GBP, scellino austriaco, fiorino olandese e franco belga le maggiori) e per tenere in equilibrio la moneta, ogni sera la Banca d’Italia doveva intervenire sul mercato dei cambi comprando o vendendo lire. Se la lira risultava disallineata verso il basso con le altre monete dello SME la BdI comprava Lire, diminuendo le riserve di valuta pregiata e/o di oro per l’importo necessario; se risultava disallineata verso l’alto vendeva Lire, aumentando di conseguenza le riserve di valuta pregiata (d’ora in poi VP) e/o di oro. La Lira tra il 1990 e l’estate del 1992 scambiò a £750 ca contro DEM (il marco tedesco era la moneta di riferimento dello SME), ed era a £765 la mattina di quel fatidico 13 luglio.

Rivincita del comunismo o del capitalismo della concorrenza?

Secondo Alberto Bagnai,  che in questa occasione sbaglia o, più probabilmente, inganna scientemente i lettori in ragione della testata sulla quale si trova a pubblicare (Il Giornale), l’euro sarebbe “La rivincita del comunismo“.

Al contrario, l’Unione europea e l’euro, complemento della prima, sono la rivincita (o ri-perdita, se si guarda a taluni esiti e non al progetto) del capitalismo della concorrenza e dell’imperialismo economico , che, in vario modo, hanno sempre teso – ma dovrei scrivere al singolare, perché sono sempre stati un unico concetto e un’unica realtà – alla stabilità dei rapporti di cambio, stabilità che l’euro, per un errore tecnico (dei fanatici del capitalismo della concorrenza e dei sognatori dell’imperialismo economico europeo), ha trasformato in rigidità assoluta.

La deriva dell’inutile: il “buon senso” travolto dall’esigenza di sopravvivere

di Alessandro Bolzonello

8298682372_bbb63b5eb5_cTergiversare per perdere tempo; motivare l’ingiustificabile pur di far accadere ciò che si vuole; istituire commissioni o tavoli di lavoro per fingere di fare le cose; manipolare le informazioni pur di ostacolare l’operato altrui.

Spesso ci si imbatte, risultandone complici, in pratiche sviate dagli obiettivi prefissati.

Gli apparati – enti, organizzazioni, istituzioni – sono terreno fertile per tutto questo, fino ad assumere la connotazione di burocrazia demenziale e ottusa: condizione ideale per pratiche di corruzione e concussione, tanto discusse e deprecate, ma ostinatamente presenti, irriducibili, mai sopite. Derive che vanno di pari passo con l’affermazione di una selezione della classe dirigente basata più sull’appartenenza che sul merito e con logiche di continuità nelle governance che non favoriscono processi di alternanza e ricambio.

Insomma, siamo circondati da un mondo di inutilità: energie dilapidate, impiego distolto di risorse, intelligenze disorientate. Inefficienza e inefficacia.

Le prossime dieci iniziative pubbliche dell’ARS: Roma, Teramo, Castronno, Pavia, Piazza Armerina, Bari, Busto Arsizio, Palermo, Chieti, Pescara

ROMA, venerdì 20 marzo, ore 17,30

Incontro tra soci romani e simpatizzanti, in Viale Marconi 66, vicino Piazza della Radio all’interno della galleria Marconi, al 1° piano, in fondo al corridoio/balconata, dopo il negozio di parrucchiere.

TERAMO, mercoledì 25 marzo, ore 21,00

Presentazione dell’ARS previa proiezione del documentario “Il più grande successo dell’euro” presso il centro “L’officina”, Via Vezzola 7.

CASTRONNO (VARESE), giovedì 26, ore 20,45

Presentazione dell’ARS previa proiezione del documentario “Il più grande successo dell’euro” presso Circolo “famigliare” via Rovera 2

PAVIA, venerdì 27 marzo, ore 10,00-18,00

Convegno  presso la Sala Conferenze del Palazzo Broletto (Via Paratici n° 21), l’ARS – Associazione Riconquistare la Sovranità presenta il convegno dal titoloPrincipi fondamentali della Costituzione italiana e obiettivi dell’Unione europea. Due modelli a confronto. Profili di incompatibilità”. Qua il programma.

PIAZZA ARMERINA (ENNA), sabato 28 marzo, ore 16,00

Presentazione dell’ARS previa proiezione del documentario “Il più grande successo dell’euro”, presso Art Cafè Roma, in via Roma 156.

BARI domenica 29 marzo, ore 18,00

Presentazione dell’ARS previa proiezione del documentario “Il più grande successo dell’euro”, presso eKoiné ri-pub, in Via Antonio De Ferraris 49 abc.

L’aporia dell’economia mondo capitalista: universalità della misura ed etnicità della forza lavoro

Sin dagli esordi della sua nascita, il sistema di produzione capitalistico ha articolato il perimetro della sua azione spaziale in una duplice veste ideologica: quella etnica e quella universale.

L’economia-mondo capitalista ha declinato tale fondamentale contraddizione in maniera del tutto originale tramite meccanismi di adeguamento, senza che potessero mai intervenire elementi di paralisi e blocco, tali da pregiudicare il funzionamento del sistema stesso.

Grecia: La sovranità ai tempi dell’Eurozona

Paul Mason è un giornalista inglese che segue da tempo e con molta attenzione l’evolversi delle trattative fra Grecia ed Eurozona. Oggi sulla sua bacheca Facebook ha pubblicato la seguente notizia:

§

At less than 24 hours notice the European Commission has vetoed a key law set to be passed by the Greek parliament tomorrow. The so-called “humanitarian crisis bill” was set to provide free electricity for some households, and address poverty among pensioners and homeless families.
But in a communication seen by Channel 4 News, Decland Costello, director at the EC’s directorate for economic and financial affairs has ordered the radical left-led coalition governemnt in Greece to stop. A planned law to allow tax arrears to be paid in instalments, set before the Greek parliament on Thursday, has also been vetoed.
The move comes as Alexis Tsipras, the Greek PM, called for 5-party talks at Thursday’s summit, and ahead of a critical decision by the European Central Bank over restoring borrowing facilities to Greek banks.
Mr Costello’s letter says:
“During our teleconference last night, you mentioned the planned parliament passage tomorrow of the ‘humanitarian crisis’ bill. We also understand that other policy initiatives, including the instalment scheme law, are in train that are to go to parliament shortly.
We would strongly urge having the proper policy consultations first, including consistency with reform efforts. There are several issues to be discussed and we need to do them as a coherent and comprehensive package.
Doing otherwise would be proceeding unilaterally and in a piecemeal
manner that is inconsistent with the commitments made, including to the Eurogroup as stated in the February 20 communiqué.”
The European Commission had been seen as the most concilatory of the bodies formerly known as the Troika. Mr Costello’s letter effectively says that if the Greek parliament votes on the new law tomorrow, it is a violation of the compromise deal signed by finance minister Yanis Varoufakis on 20 February in Brussels.

Uno sguardo al mondo

Non può esistere un Capitalismo moderato o un Capitalismo ‘buono’. Non può esistere come non potrebbe esistere un cancro moderato e buono.

Per questo motivo a volte mi annoio a leggere ovunque proposte di manovre e manovrine, decreti legge e norme. Perché niente potrebbe rendere più umano un sistema così assolutistico che ha asservito tutto lo scibile umano al capitale, compresa la vita stessa degli uomini. Uno sguardo al mondo:”attenzione prevede immagini forti” …avessi fatto un video avrei dovuto scriverlo, ma per fortuna mi limito solo a ricordarne alcuni aspetti. So perfettamente che sapete e conoscete ma e’ difficile mantenere una visione ampia della situazione e se non lo si fa, si perde la cognizione di quello che succede. Siamo 7 miliardi di anime delle quali 2 detengono l’80% delle risorse del pianeta e la restante parte, 5 miliardi ne sono tagliati fuori. E mentre dei due miliardi almeno un milione e mezzo e’ obeso e morirà di ipertensione , infarto o diabete, dall’altra parte del mondo un numero uguale muore di sete e di fame. E non perché non ci sia cibo per tutti, ma perché a loro e’ negato l’accesso al cibo. E’ loro negata la terra che coltivata a prodotti agricoli, produrrebbe cibo per tutta la popolazione del pianeta e oltre, e invece viene desertificata dalle monoculture intensive e dagli allevamenti degli animali. 

Sinistra

Capisco, anche se non condivido sia nel merito che per mancanza di realismo e concretezza, coloro che aspirano a costituire gruppi politici comunisti.
Capisco, ma non condivido, per mancanza di concretezza e realismo, coloro che aspirano a costituire gruppi politici socialisti, ma solo se socialismo designa un concetto e non un particolare legame con l’esperienza storica del PSI, altrimenti nemmeno li capisco.
Trovo opportuna e necessaria la prospettiva italiana, costituzionale, frontista, sovranista, senza declamazioni.
Considero invece sinistrati, sinistri o sinistronzi coloro che aspirano a costituire gruppi politici “di sinistra”.

Tenere duro: il popolo è italiano

Tenete duro sovranisti. Ci attende un compito storico. Il popolo, sebbene sia stato in parte offuscato da malefiche ideologie, idiotizzato dalla tv commerciale, indebolito dal marketing politico, incattivito dalla crisi e dal sentimento di impotenza nei confronti di una classe dirigente inetta corrotta e traditrice, nonché drogato dal debito (cosiddetto credito) al consumo, è italiano.

Il mito e la redenzione (sovranista)

In  questo momento che scrivo, le campane suonano a distesa, e annunziano l’entrata degl’Italiani a Roma. Il potere temporale crolla. E si grida il viva all’unità d’Italia. Sia gloria al Machiavelli.

Francesco  De Sanctis, Roma 20 Settembre 1870

In questo post mi voglio soffermare su alcuni spunti che mi ha dato una recente lettura: La redenzione dell’Italia. Saggio sul “Principe” di Machiavelli di Maurizio Viroli, uno dei maggiori studiosi al mondo delle opere del politologo fiorentino.

Al centro della riflessione di Machiavelli stanno il fondatore di Stati e il redentore, afferma Viroli. Appare chiaro come la sua motivazione principale non sia quella di compiacere i signori di Firenze e ottenere un posto di prestigio. La sua povertà prova in modo irrefutabile che dal 1498 al 1512 ha servito la patria con devozione e onestà. Inoltre i Medici avevano instaurato una politica basata sulle conoscenze e i favori, che Machiavelli deplorava. Infatti, egli ammonisce che i modi privati sono incompatibili con il bene comune e dunque distruggono la vita civile e che tra un principato civile fondato sul popolo e un principato civile fondato sui nobili, il primo è molto più sicuro del secondo.

Front National ancora in ascesa.

Proprio oggi un’intera scuola elementare di Tolosa é sotto tutela di un team di psicologi. Il problema? Hanno appena scoperto che il ragazzino dell’ultimo video dell’ISIS che giustizia a sangue freddo un giovane israeliano, altro non é che un loro ex compagno di classe, almeno fino a qualche settimana fa. L’altro barbuto che spiega i motivi della sentenza é sempre un altro binazionale francese,  cognato del più conosciuto  Merah,  che 2 anni fa entro’ in una scuola di Tolosa e  uccise 6 scolari ebrei, per poi occuparsi della mattanza di alcuni soldati musulmani, rei di essere collaboratori dei crociati. Ecco allora che poi si scopre che Merah beneficiava di un appartamento tutto suo, fornito dallo stato francese, sua madre di una altro appartamento sempre pagato dai francesi, e cosi’ via per suo fratello che lo aiutò nella logistica della strage e un altro ancora per suo cognato. Nel frattempo i francesi che siano famiglie numerose delle campagne del Cantal, dell’Isere o celibi a Parigi, hanno la certezza matematica di non aver nessun diritto ad un alloggio popolare, in quanto in tutta la republique é imposta per legge ,la preferenza per gli stranieri nell’assegnazione di alloggi. Ma questo episodio rivela tutta la differenza tra i nostri figli occidentali, unici e sacralizzati, eretti a  semidei della casa, fulcro di tutte le nostre aspirazioni non realizzate e questi bambini, pletorici, abituati a sgozzare montoni dall’età di sei anni, mandati senza esitazione a tirare sassi contro i carri armati o più, in nome dell’eroismo e della grandezza di Allah.

La politica in TV

Il declino delle classi dirigenti politiche è un fatto innegabile. E non è un fenomeno solo italiano, ma internazionale.

Al declino delle classi dirigenti si è ovviamente accompagnato un declino, anzi, un imbarbarimento della base e dell’elettorato. E mi sembra che anche questo sia un fatto innegabile.

In questa trasfomazione in peggio, sia di chi è preposto al governo della cosa pubblica, sia di chi è preposto alla sua (s)elezione, il contributo più importante lo hanno dato i media tradizionali ed in particolare la TV.

 La TV è uno strumento e in quanto tale è neutro. Può fare del bene o può fare del male ai suoi utenti. Tutto dipende da quali obiettivi muovono coloro che ne indirizzano i contenuti.

Occorre quindi porsi una domanda: la TV in Italia è sempre stata uno strumento indirizzato per fare del male ai suoi utenti?

Certamente no. La RAI dalla sua istituzione fino a quando non è entrata in competizione e concorrenza con la televisione privata commerciale, ha svolto un lavoro molto importante nel progresso della società italiana.

Il cancro televisivo è stato, quindi, l’introduzione del sistema commerciale made in USA da parte di Berlusconi a cavallo tra la fine degli anni ’70 e l’inizio degli anni ’80.

CURIOSITA’ A BORDO DEL BRITANNIA: “QUELLA REGGIA SUL MARE ROMANTICA E SPARTANA…”

di Lorenzo D’Onofrio (ARS Pescara)
Spulciando negli archivi online dei principali quotiodiani (fonte preziosissima per la rilettura e la comprensione della nostra Stroria), si trovano autentiche chicche.

In questo modo, ad esempio, il quotidiano “la Repubblica” raccontava l’incontro che, il 2 giugno 1992, avrebbe cambiato drasticamente l’economia del nostro Paese, con un articolo pieno di inutili banalità su QUELLA REGGIA SUL MARE ROMANTICA E SPARTANA…, nel quale spuntava all’improvviso questo trafiletto:

“…un centinaio di invitati eccellenti di nazionalità italiana, manager di stato, economisti, banchieri, vertici del Tesoro venuti a seguire un austero seminario sottocoperta sul tema delle privatizzazioni. Privatizzazioni? Vi spieghiamo come si fa, si sono offerti soccorrevoli e certamente interessati a concludere eventuali accordi gli esperti inglesi, come i presidenti di due fra le più antiche banche d’ affari del mondo, la Baring e la Warburg, che era la banca di Bismark.

E’ delizioso questo utilizzo dei simboli della regalità per azioni promozionali“, sorride fumando il sigaro Beniamino Andreatta.

Giovanni Bazoli, presidente del Banco Ambroveneto, ha voluto indossare una cravatta in tema, a bandierine marinare.

Il presidente dell’ Eni Gabriele Cagliari scruta l’ orizzonte, oltre l’ Argentario.

L’incompatibilità tra l’art. 42 della Costituzione italiana e l’art. 1 del Protocollo n. 1 allegato alla Convenzione dei diritti dell’Uomo in relazione alla disciplina dell’esproprio per pubblica utilità.

Con le storiche sentenze n. 348 e 349 del 2007 e, successivamente, con la n. 338 del 2011 la Corte Costituzionale ha da un lato risolto la “vexata quaestio” relativa all’indennità conseguente all’espropriazione per pubblica utilità e dall’altro l’intricata questione di carattere generale relativa alla gerarchia delle fonti tra norme nazionali e norme della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo (CEDU).

Quanto alla questione relativa all’indennità espropriativa il contrasto tra Corte Europea dei Diritti dell’Uomo e Corte Costituzionale scaturisce da una diversa concezione della proprietà.

In particolare l’art. 1 del protocollo 1 allegato alla Convenzione disciplina il regime della proprietà ascrivendolo ai diritti fondamentali dell’uomo, accordandogli, pertanto, una tutela forte.

La Corte Costituzionale avversa apertamente tale connotazione argomentando giustamente che la proprietà attiene piuttosto alla sfera dei diritti patrimoniali. I diritti fondamentali, infatti, sono universali, al contrario dei diritti patrimoniali, come la proprietà, che appartengono a singoli soggetti, i quali anzi, escludono altri dal godimento. Pertanto i primi soggiacciono alla logica dell’uguaglianza, i secondi a quella della differenziazione e dell’esclusione. I primi non sono, in via di principio, modificabili dai “cambiamenti d’umore” delle diverse maggioranze parlamentari che non possono disporre di quanto appartiene a tutti e a ciascuno. Al contrario dei secondi che, a certe condizioni, non sono sottratte al potere conformativo del legislatore. Non si rinviene infatti nella Costituzione italiana quella perentorietà dell’art. 1 del Protocollo addizionale della CEDU che pone in primo piano la tutela della proprietà.

Riforma costituzionale e Italicum: un combinato disposto potenzialmente letale

L’attuale classe politica alla guida di questo Paese non è soltanto in larga parte palesemente inadeguata, è anche pericolosa. Inadeguati e senza spessore sono coloro di cui si circonda il Premier, il quale, dal canto suo, è invece un uomo politico abile, infido e senza scrupoli, che non esiterebbe a tradire chiunque pur di realizzare i suoi fini. Per utilizzare una metafora calcistica, il buon Matteo si appresta a mettere a segno una doppietta che stenderà gli avversari, ovvero far approvare una riforma costituzionale solo a prima vista mal congegnata e una riforma elettorale perfettamente congeniale ai suoi obiettivi da reuccio. Che il livello delle nostre classi dirigenti non sia eccelso ce ne siamo accorti ormai da qualche tempo e a nostre spese, ma questi provvedimenti, inerenti le uniche dimensioni attorno alle quali peraltro ruota l’interesse di un Parlamento ormai destituito di qualsiasi altra facoltà di intervento, se non nascondessero dell’altro, sarebbero troppo brutti anche per essere l’opera di inguaribili incompetenti. La regia dell’inquilino di Palazzo Chigi è imperniata in modo evidente sulla scelta di contornarsi di personaggi opachi e completamente privi di capacità e di mordente al fine di poterli muovere a suo piacimento, imponendo il suo volere e la sua strategia senza che nessuno si azzardi a dissentire (la cosiddetta fronda interna dei Fassina e dei Civati è uno scherzoso passatempo). Renzi è il Re Sole, almeno così si percepisce quando si guarda nello specchio, e nessuno dei suoi accoliti deve oscurarlo quel sole.

Senso storico ed educazione alla storia

D’altronde detesto tutto ciò che mi istruisce soltanto,
senza ampliare o eccitare immediatamente la mia attività

 

Con questo motto Nietzsche citava Goethe nell’incipit delle sue riflessioni Sull’utilità e il danno della storia.
E così continuava: “Vi è un grado d’insonnia, di ruminazione, di senso storico, in cui l’essere vivente viene danneggiato e alla fine va in rovina, sia esso un uomo, un popolo o una civiltà.”
Vi è in altri termini un momento in cui il passato diventa soffocante e impedisce l’azione volta al cambiamento. Il popolo d’Italia oggi sembra apatico e dormiente, ma è tale proprio perché, magari, davvero non dorme e non riposa: la ruminazione su un passato fatto di vincoli e sacrifici, dell’elemosinare un lavoro che non c’è o dell’accettare un lavoro che non onora le proprie capacità e abusa le proprie forze, di diritti persi e obblighi acquisiti, di bollette fisse e di salari precari, rende insonne il presente e rovina il futuro.
Forse allora l’incapacità di ribellarsi non è inerzia, non è una fame non ancora urgente, non è manipolazione mediatica. non solo, almeno. È tracotanza di senso storico, è essere sottomessi dal proprio passato, è essere intrappolati nel dolore, nella memoria. La memoria è utile solo quando è comprensione degli errori, quando è ammirazione del giusto, non passività verso l’ingiusto.
E se mentre la vita spinge in avanti, si mantiene sempre lo sguardo rivolto indietro, per proseguire si ha bisogno degli occhi degli altri. e gli altri, in cambio, si prenderanno le nostre braccia, i nostri piedi, la nostra volontà.

Il voto

Ci sono persone che hanno votato una volta Berlusconi e poi si sono sentite “tradite”. Altre hanno votato una volta Prodi e poi si sono sentite “tradite”. Altre ancora hanno votato una volta Vendola e poi si sono sentite “tradite”. Altre hanno votato Grillo e poi si sono sentite “tradite”. Altre voteranno Salvini e poi si sentiranno “tradite”.

Queste persone fino ad ora sono CATTIVI CITTADINI.

Infatti il voto è una assunzione di responsabilità.
Chi ha votato una volta Berlusconi è responsabile di ciò che ha fatto in quella legislatura il governo Berlusconi (che ha fatto esattamente ciò che aveva promesso, salvo abbassare le imposte, cosa che dentro la UE non era possibile) né più né meno di Berlusconi. Idem chi ha votato Prodi, il cui governo ha fatto esattamente ciò che aveva promesso: è responsabile né più né meno di Prodi. Idem chi ha votato Vendola o m5s, la cui vacuità parlamentare era chiara già al momento del voto.

Il cittadino che decide di votare un certo partito, votando dichiara: “non condivido tutto ciò che promette e fa questo partito ma lo reputo il migliore e mi assumo la responsabilità di averlo sostenuto”. Se poi il cittadino cambia idea, non ha senso che si senta tradito. Al più è lui che ha tradito se stesso.