INVITO, PROGRAMMA E LOGISTICA dell’ASSEMBLEA NAZIONALE dell’ARS Associazione Riconquistare la Sovranità – PESCARA 15 E 16 GIUGNO 2013

Riconquistare la sovranità

Tutti i lettori di Appello al Popolo sono calorosamente invitati a partecipare all'Assemblea Nazionale dell'ARS

A) INVITO

1. Tutti gli iscritti all’ARS  sono vivamente invitati a partecipare all’assemblea nazionale, come è ovvio, ma anche e soprattutto a persuadere a venire a Pescara almeno una o due persone – parenti, amici, conoscenti o colleghi – con  le quali hanno parlato spesso dell’ARS. E’ bene che all’assemblea partecipino non soltanto iscritti all’ARS ma anche e soprattutto simpatizzanti e curiosi. Non c’è alcun luogo nel quale è necessario iniziare da subito le attività di invito e persuasione, che andranno ripetute più volte fino a “estorcere” benevolmente, per amicizia, fratellanza o colleganza la disponibilità e la prenotazione.

2. Tutti i simpatizzanti, e in particolare i lettori del sito Riconquistare la sovranità o del gruppo facebook dell’ARS, che non siano iscritti all’ARS, sono invitati a combattere la pigrizia, ad approfondire la curiosità che fino ad ora hanno dimostrato, e a voler conoscere gli autori che in questo anno hanno letto e le persone con le quali hanno dialogato commentando gli articoli. Sono insomma invitati ad avvertire il dovere di essere cittadini e il desiderio di creare una comunità con persone che, in linea di principio, la pensano come loro.

3. Tutti i sovranisti che si imbattano in questo annuncio, qualsiasi sia stato l’iter che li abbia condotti ad avvicinarsi al sovranismo – il blog Appello al Popolo; il blog Comedonchisciotte;  il blog Eco della rete; il blog Fronte di liberazione dai banchieri; il blog Goofynomics; il blog Le mie considerazioni inutili;  Il blog Il mainstream; il blog Oltre la corte; il blog Orizzonte48; il blog Rivoluzione economica; il blog Sollevazione; il blog Tempesta Perfetta; il blog Terra pagana; il blog Voci dall’estero; il blog Voci dalla Germania; il blog Voci dalla strada; lo studio della Modern money theory; e ogni altra fonte del web o della carta stampata –, se svolgono analisi e sostengono proposte simili a quelle contenute nel Documento di Analisi e Proposte dell’ARS,  sono calorosamente invitati ad essere presenti, per verificare se e come è possibile passare all’azione.

LA CULTURA DEVE ESSERE COSMOPOLITA; L’ECONOMIA POLITICA DEVE ESSERE NAZIONALE

 

Stefano D'Andrea

Perché il sistema finanziario deve essere nazionale, ossia chiuso?
 

Perché uno stato sovrano, libero di disciplinare la quantità di moneta immessa nel sistema, da se stesso o dalle banche commerciali, nonché le modalità di immissione, tanto più se molte banche commerciali (o almeno le grandi) sono pubbliche, non ha alcun bisogno di consentire che l’attività economica pubblica o privata sia finanziata da denaro creato all’estero.

Questa evidenza, lapalissiana, è negata, o meglio rimossa, da quasi tutti i mezzi keynesiani, compresi i neokeynesiani, che da tempo spadroneggiano sulla rete, ricevendo grande successo.

Molti di essi sono statunitensi e quindi abituati a ragionare su un sistema che non ha le caratteristiche e i problemi degli altri. Se negli Stati Uniti c'è una crisi finanziaria, i capitali accorrono negli Stati Uniti o comunque non scappano; mentre se la crisi finanziaria si verifica in Italia, i capitali scappano. Questa e altri simili constatazioni dovrebbero indurre le persone di buon senso ad applicare la massima: "coloro che, discorrendo di temi economici, recano l'esempio degli Stati Uniti o sono sciocchi, se sono in buona fede, o sono impostori, se sono in mala fede".

Niall Ferguson: L’esperimento europeo è fallito

 

[Niall Ferguson, storico britannico di orientamento conservatore, insegna all'Università di Harvard. L'articolo che segue è apparso sul "Sole 24ore" lo scorso 9 maggio].


Thank you. Merci. Grazie. Gracias. Grazzi. Go raibh maith agat. Dziękuję. Danke. Aitäh. Köszönöm. Mulţumesc. Děkuji. Paldies. Ačiū. Ďakujem. Obrigado. Hvala. Dank u. Kiitti. Blagodarja. Tack. Efharistò. E il mio preferito, tak.

Ci sono ventitré modi per dire "grazie" nell'Unione europea e a mio parere basta questo per far capire perché l'esperimento europeo si sia concluso in un fallimento. Vi ricordate quegli esperimenti che si facevano da bambini con il piccolo chimico? Si continuavano ad aggiungere elementi, uno dopo l'altro, per vedere quale sarebbe stato quello che alla fine avrebbe prodotto un'esplosione. È quello che hanno fatto in Europa. Hanno cominciato con sei: non era abbastanza. Sono passati a nove… niente. Dieci… cominciava a fare un po' di fumo, ma niente di più. Dodici… nulla. Quindici… ancora nulla. Venticinque… ha iniziato a gorgogliare. Ventisette… esplosione!

Il virus bipolare di ultima generazione: ius soli o ius sanguinis?

 

Stefano D'Andrea

E’ come se una forza irresistibile, silenziosa, sconosciuta, probabilmente composita ci spingesse inesorabilmente verso una rappresentazione della realtà in forma estremamente semplificata e quindi distorta.

Sotto il profilo politico, secondo alcuni o si è di destra o di sinistra. Per altri, si è di centrodestra o di centrosinistra. Per altri ancora il discrimine è tra chi è contro la casta e chi vota partiti che esprimono la casta. Nel campo della politica, la semplificazione binaria è stata voluta e dichiaratamente perseguita: per tanti anni abbiamo avuto soltanto “due poli”.

Una patologia gravissima è penetrata nel corpo sociale: il bipolarismo cronico e pervasivo. Molti sono i virus che alimentano la malattia.

Solo un malato può desiderare che la società esprima soltanto due poli politici, ossia teoricamente soltanto due proposte politico-programmatiche. Come si può ragionevolmente negare che sarebbe meglio che la nostra società esprimesse dieci “poli”, diversi per posizioni, per argomentazioni, per priorità o per composizione sociale? E come stabilire se è di sinistra la persona che milita per i diritti civili e la laicità dello Stato ed è di fatto disinteressata alla reintroduzione del controllo politico sull’economia, salvo le canoniche formule buoniste ed equitative, ovvero se è di sinistra la persona che vuole reintrodurre scala mobile, stabilità del rapporto di lavoro, equo canone e controllo amministrativo sui capitali e di fatto si disinteressa ai diritti civili e alla laicità dello Stato? Questi due tipi di persone, così frequenti da incontrare, già scardinano lo schema semplificato destra-sinistra. Ma l’evidenza non intacca la convinzione dei malati di bipolarismo cronico.

Zingari, clandestini, disabili, accattoni, malviventi, …. Presenze scomode che abilitano l’evoluzione

di Alessandro Bolzonello

3414105789_696a36fac7_mLa nascita conferisce una condizione ‘partigiana’.

Nasciamo e cresciamo appartenenti ad una identità definita. Ciò è tanto rassicurante quanto limitante. Io ne ho colto più la mancanza che il valore. Per questo ho provato a mettere i piedi ‘fuori’.

Osservando i miei trascorsi intravedo il bivio che mi si è posto dinnanzi: accogliere lo statu quo percorrendo la strada dispiegata, senza guardare oltre e senza porre troppe domande, oppure volgere lo sguardo altrove provando a far entrare ciò che di interessante c’è ‘fuori’.

Ho provato a muovermi in questa seconda direzione: mettere i piedi ‘dove non si può’ ma sempre con cautela e attenzione, cioè rassicurando e facendo capire che nonostante tutto mai avrei usato ciò che era ‘fuori’ per contaminare il ‘dentro’. Talvolta ci sono riuscito, altre volte meno.

Lavoro e previdenza sociale – Documento programmatico per Assemblea nazionale dell’ARS (PESCARA 15 e 16 giugno)

Il Documento è pubblicato anche sul Forum dell’ARS, dove gli iscritti all’ARS potranno proporre emendamenti e svolgere commenti fino al 5 giugno p.v. Invece, i simpatizzanti e i curiosi dell’ARS, iscritti o che si iscrivano al forum, sempre fino al 5 giugno, potranno pubblicare soltanto commenti: http://forum.riconquistarelasovranita.it/forum/viewtopic.php?f=40&t=331

Lavoro

Il diritto del lavoro è da molti anni oggetto di controriforme ispirate ai principi liberisti contenuti nei trattati europei. Tale tendenza ha preso l’avvio soprattutto a partire dall’Atto Unico Europeo del 1986, con il quale si è passati dalla fase del “mercato comune” a quella del “mercato unico”, per proseguire con il Trattato di Maastricht sull’Unione Europea del 1992 e in ultimo con il Trattato di Lisbona del 2007 (che tra l’altro ha modificato il Trattato istitutivo della Comunità Europea del 1957, ridenominandolo “Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea”. In particolare si assiste a una progressiva mercificazione e disumanizzazione del fattore lavoro, sancita in linea di principio nei trattati e penetrata negli ordinamenti giuridici nazionali attraverso lo strumento di normazione ordinaria costituito da regolamenti e direttive, soprattutto a seguito del riconoscimento della “primazia” del diritto comunitario in base alla sentenza “Simmenthal” (Corte di Giustizia, 1978) e “Granital (Corte Costituzionale, 1984) e della responsabilità statale per la mancata applicazione delle direttive in base alla sentenza “Francovich” (Corte di Giustizia, 1991). La contestuale, progressiva espulsione dell’intervento pubblico dal novero degli strumenti della politica economica in virtù del principio del divieto degli “aiuti di Stato alle imprese” (cui però si fa eccezione per le banche, che vengono regolarmente e sempre più generosamente foraggiate) e il conseguente abbandono dell’idea stessa di una politica industriale, non riesce più a garantire i diritti che la Costituzione della Repubblica Italiana, teoricamente “fondata sul lavoro”, dovrebbe garantire ai suoi cittadini lavoratori. Dall’altro lato, un ulteriore elemento di confusione e di disordine nella normativa in materia di lavoro è stato introdotto con la sciagurata riforma del Titolo V della Costituzione (2001), che ha incluso nella potestà legislativa concorrente Stato-Regioni la “tutela e sicurezza del lavoro” e la “previdenza complementare e integrativa”, la cui riconduzione nella potestà legislativa esclusiva dello Stato è a dir poco improcrastinabile.

Rocco Scotellaro: Sei poesie sui padri e sulla patria

 

Rocco Scotellaro (1923-53) è stato poeta, narratore, saggista e uomo politico (sindaco a soli 23 anni del suo paese natale, Tricarico, in provincia di Matera).

 

 

OLIMPIADI

 

I nostri padri furono fanciulli

lesti e furiosi e giganti nei giuochi.

Dettero mano alle roccie, lassù nell’aria

la terra com’era fredda e lontana.

 

Li misero caterve sulle chiatte,

loro, di sdegno spaccarono l’oceano.

 

Affilaste le pietre nelle terre.

Padri, desti al rantolo degli animali,

provando i denti alla scorza degli alberi.

 

I nostri padri furono fanciulli

che vennero a stare ai lidi, sui monti

e si misero a cantare.

In faccia al mar Jonio, nei giorni più lunghi

a Olimpia chiamavano il loro Dio,

erano dei la terra, il cielo il mare

e Omero li sentì, quel povero

che a Cuma chiese un truogolo di crusca.

 

O Gesù,

ti piacque il gioco del pane e del vino,

che piace anche a noi.

A Cuma il vecchio cieco

A Napoli, a New York un giovane cantire

Sogni e simulacri

 

Luca MassariUno Stato è una grande comunità. Funziona bene se esiste il senso della collettività, se ognuno si impegna a rispettare e far rispettare quelle regole che sono alla base della convivenza civile. Funziona bene se concetti come giustizia e dignità non restano parole astratte ma acquistano significato pratico. Ed acquistano significato pratico quando ogni persona si impegna nel rispettarle e nel farle rispettare.

 

Giustizia e dignità quando sono valori condivisi sono un collante eccezionale che cementa tutti gli strati sociali, riducendo le questioni di censo a battaglie locali che non minano la coesione sociale più profonda, e quindi il senso stesso di appartenenza ad una società.

 

Quando invece tali valori sono solo enunciati ma raramente vissuti, si assiste ad una penosa (e spesso dolorosa) serie di episodi che mettono a nudo una totale insofferenza ed un profondo senso di alienazione verso la società. Non più cooperazione attiva tra individui, ma sabotaggi tra simili (spesso appartenenti alla stessa classe subalterna). Il senso di socialità non è più percepito e distribuito a pioggia, ma viene consolidato all'interno di specifiche microculture che lottano furiosamente contro qualsiasi altra microcultura: giustizia e dignità acquistano la valenza relativista della Curva Sud.