Lettera ai parlamentari italiani

Onorevoli Parlamentari,

tra breve sarete chiamati a convertire in legge il decreto legge sulle liberalizzazioni. Come cittadino e come studioso di diritto, mi permetto di sottoporvi alcune osservazioni relative all’articolo 1 del decreto legge, rubricato “Liberalizzazione delle attività economiche e riduzione degli oneri amministrativi sulle imprese”, sperando che possano esservi utili nell’adempimento dei vostri doveri di rispettare la Costituzione Italiana e di emanare norme tecnicamente dignitose e comunque non obbrobriose.

Improduttivi, inefficaci e inefficienti

di Alessandro Bolzonello

Sono consapevole delle fasi della vita.

Osservo ciò che ho attraversato: i primi decenni in preparazione di ciò che sarebbe potuto avvenire, il tempo della ‘riproduzione’, di seguito la fase pubblica e sociale. Finirà anche questa, prima o poi. Ed essa con me, prima o poi.

Percorro questo cammino provando – per quel che mi è possibile – a ‘mettere del mio nelle cose della vita’, conquistando progressivamente spazi di azione ed espressione, ambendo a fare un po’ tutto bene: dal marito al padre, dal professionista al cittadino. La corsa appare accorta, progressiva, per ora senza particolari contrattempi.

Mi è stato concesso molto.

Ho dovuto sperimentare: scivolare rovinosamente e vincere clamorosamente, ma soprattutto fare un passo alla volta attendendo che il tempo faccia il suo corso, la debita selezione, l’opportuna ‘digestione’.

La Grecia e noi: dalla speculazione finanziaria al protettorato atlantico

Circa due anni fa (maggio/giugno 2010) pubblicammo sulla rivista cartacea "Indipendenza" lo scritto che segue. Ci sembra utile riproporlo ai lettori di "Appello al Popolo" per la sua attualità e la necessità di non perdere di vista i termini (cause e finalità) essenziali della situazione di fase che stiamo vivendo e che riteniamo sia appena agli inizi. 

 
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LA GRECIA E NOI: DALLA SPECULAZIONE FINANZIARIA
AL PROTETTORATO ATLANTICO
– i “come” e i “perché” di una crisi indotta –

Strutture di potere- Conclusioni

Si possono trarre insegnamenti utili da questi pochi ma significativi episodi elencati?

Credo che valga la pena di tentare.

 

Innanzitutto occorre definire cosa sia il potere. Nella migliore delle definizioni è servizio reso alla collettività. La struttura che lo organizza dev'essere necessariamente orizzontale per potere solcare inalterato i mari temporali senza subire degenerazioni di sorta. Questa è la storia dei cacciatori-raccoglitori: l'elezione a capo del gruppo non significava diminuzione ma un aumento degli oneri personali senza alcun aumento di privilegi.

 

Le società stratificate e piramidali invece nascono con il palese intento di accentrare il potere nelle mani di pochi individui che determinano l'andamento di tutta la società che (democraticamente o meno) rappresentano.

 

A volte tali individui sono effettivamente latori di istanze sociali primarie (pensiamo ai nostri Padri Costituenti) che improntano politiche intese a soddisfare ampi strati di popolazione. Ma restano pur sempre una rarità nella ben documentata casistica politica nostrana e non.

 

La domanda da porsi quindi è: come si fa a garantire che le strutture che esercitano il potere siano al servizio dei popoli e non al servizio delle lobbies industriali/militari o delle elites finanziarie?

Gli europei e il ritorno al protezionismo. Intervista a Philippe Murer

di Anna Maria Merlo Sbilanciamoci

Come difendere produzioni e posti di lavoro in Europa? Un sondaggio europeo mostra il favore verso il ritorno di tariffe doganali sulle importazioni da fuori Europa. In Francia la “demondializzazione” entra – da sinistra e da destra – nel dibattito delle elezioni presidenziali

PARIGI. Crisi dei debiti sovrani, crisi dell’euro, crisi dell’Europa. In questo periodo di minaccia di crollo sistemico, i governi sembrano impotenti a trovare una risposta comune ed efficace alla crisi, che per i cittadini è soprattutto economica, non solo finanziaria. La distanza tra governi e cittadini si fa sempre più ampia, e colpisce le istituzioni europee, travolte anch’esse da un generale discredito. Un’incomprensione si approfondisce: mentre gli stati che ancora conservano il rating AAA studiano l’ipotesi, sempre più vicina, di tornare a finanziare le banche con denaro pubblico, come già era successo nel 2008, i cittadini si interrogano sul perché vengano trovati dei soldi per salvare le banche, mentre ai popoli vengono imposti piani di rigore e tagli al welfare. Gli europei si sentono sballottati nella mondializzazione, di cui cominciano a sottolineare gli inconvenienti, soprattutto per quello che riguarda l’occupazione, mentre i vantaggi sfumano in secondo piano.

Auguri alla Resistenza libica

Il quotidiano che ha stupidito milioni di Italiani – la Repubblica – è costretto ad ammettere che in Libia, a Bani Walid, sventola la bandiera verde http://www.repubblica.it/ultimora/24ore/libialealisti-hanno-preso-bani-walid-issata-bandiera-verde/news-dettaglio/4101915 .

Indaghiamo come stanno le cose in Libia, secondo alcune fonti libiche, algerine, somale e in genere africane, le quali, pur accreditando tutte le notizie provenienti dalla resistenza libica, sembrano essere meglio informate dei nostri organi di istupidimento e disinformazione. Il testo che segue è tratto da No censura

22 gennaio 2012

 


da LybiaSOS,ozyism, libyaagainstsuperpowermedia

Sovranità sanitaria

di menici60d15

I tempi mostrano come la democrazia possa degenerare in una “dittatura a stampo”: una forma di governo dove da un lato la democrazia politica è di facciata, e gli interessi reali del popolo sono violati, ma d’altro canto il potere conserva un consenso popolare imponendosi il vincolo di adattarsi allo “stampo” degli istinti profondi e degli umori del popolo; conformando ad esso la propria signoria invece di forzarla, e cercando semmai di farlo divenire per quanto possibile complementare al proprio volere tramite la manipolazione ideologica e mediatica. La medicina, alla quale ci si affida come un tempo alla religione, è uno dei campi dove la dittatura a stampo, efficace in sé oltre che adatta al governo dei mercanti, ha potuto maggiormente calzare, plasmare e quindi sfruttare la volontà popolare. In aderenza alle pulsioni e credenze del pubblico in tema di salute, opportunamente stimolate e pilotate, la medicina è stata trasformata in uno dei maggiori settori dell’imprenditoria liberista; un settore parassitario dove la Domanda è facilmente regolata da un’Offerta senza scrupoli, e sul quale si è sovrapposta l’economia fittizia della speculazione finanziaria.

L’Uno il Due il Tre l’Infinito e lo Zero

di Tino Di Cicco

L’UNO è il numero delle grandi religioni monoteiste; è il Bene.  Più ci si allontana dall’Uno, dicevano, più ci avvicina al molteplice, al male.

Il DUE è la tragedia : lo scontro senza mediazione tra il divino e l’umano.

Il Due è l’alternativa – sconfitta- alla teodicea del monoteismo : quella tentata dai manichei, dagli gnostici e dai catari.

Il Due è la coppia sterile : pura contraddizione senza futuro.

Ma tra l’irriducibilità del Due della tragedia, e la reductio ad unum dei grandi monoteismi, chi è più “vero”?

Dal Due tragico la Grecia si liberò piano piano con la dia-lettica; quella che nasce da due-logos che si scontrano in amicizia per “provocare” la “verità”. Quella che poi farà  strada piano piano fino ad Hegel, per guadagnare, dicono,  lo “Spirito Assoluto”.

Il TRE è il numero della trinità. Qualcuno nel cristianesimo intuì che l’Uno era troppo statico, troppo immobile; non era cioè in grado di “giustificare” né il tempo, né il mondo. Allora escogitò una “dialettica”diversa da quella dei filosofi; e generò il circolo dialettico trinitario.

Italia ed Europa, un destino comune

Il seguente documento è stato redatto dal Gruppo Clarissa, ricercatori e studiosi di diversi orientamenti che collaborano con la testata on-line Clarissa.it, con l'intezione di offrire un contributo di analisi sul tema maggiormente dibattuto in questa fase politica: l'Europa, l'Euro, i rapporti con la sovranità nazionale. Viene presentato su Appello al Popolo con la consapevolezza di non essere conforme con la linea politica espressa dal sito, vi si auspica, infatti, un recupero della sovranità nazionale ma in un percorso che si accompagni con la costruzione di una sovranità europea. Vuole essere pertanto uno stimolo per un approfondimento e un confronto sulle tesi che vengono esposte (S. S.).

 

 

Italia ed Europa, un destino comune. Un documento del Gruppo Clarissa

 

L'avvento del governo dei tecnici che ha sfiduciato la classe politica italiana, nonostante la dubbia costituzionalità del fatto, non ha dato luogo all'apertura di un serio dibattito sulla questione di fondo, vale a dire sul futuro dell'Italia e del suo rapporto con l'Unione Europea, in quanto quest'ultima, come nel caso della Grecia, ha di fatto agito, sia vera o meno la diretta pressione tedesca al massimo livello istituzionale italiano, come un potere sovraordinato rispetto a quello nazionale.
Se si considera che la questione è strettamente connessa alla crisi economica del Paese, in quanto non poche forze di opinione attribuiscono all'avvento della moneta unica europea ed all'impostazione della politica economica comunitaria i problemi attuali dell'Italia, capiamo che il tema della sovranità italiana e del rapporto con le istituzioni comunitarie non è una questione di filosofia del diritto, ma investe le prospettive future del nostro Paese.

Antifascismo, “rossobrunismo”, “destra” e “sinistra”. Note per una discussione

"Lo spettro dei rossobruni: sovranità, antimperialismo, patriottismo" è articolo di Andrea Salutari che l'ha diffuso sul suo blog e che chi cura questo di "Appello al popolo" ha ritenuto di riproporre all'attenzione. Uno scritto assolutamente meritevole di una riflessione e che sarebbe un errore liquidare come poco comprensibile in termini di sensatezza e valenza tematica, circoscrivibile a polemiche ed interessi di specifiche, differenti, anche marginali sensibilità politiche, limitato a gruppi ristretti, catacombali, che si lacerano e si usurano in oziose e sterili questioni. Insomma, potrebbe apparire un tema non all'ordine del giorno, forse parte di problematiche e discussioni di epoche passate, tramontate, assolutamente non attuale e piuttosto espressione del parlarsi addosso impediente ed impotente di e tra gruppi. C'è indubbiamente, a nostro avviso, chi –su questo come su altri temi– avallerebbe tale percezione, d'impatto immediato, sulla base del proprio porsi, del livello argomentativo, delle finalità di senso a discussioni di questa natura. Dipende –e ci si distingue– sulla base dei contenuti e delle prospettive che si hanno. Quindi innanzitutto sul piano delle analisi e delle idee.