di Tino Di Cicco
L’UNO è il numero delle grandi religioni monoteiste; è il Bene. Più ci si allontana dall’Uno, dicevano, più ci avvicina al molteplice, al male.
Il DUE è la tragedia : lo scontro senza mediazione tra il divino e l’umano.
Il Due è l’alternativa – sconfitta- alla teodicea del monoteismo : quella tentata dai manichei, dagli gnostici e dai catari.
Il Due è la coppia sterile : pura contraddizione senza futuro.
Ma tra l’irriducibilità del Due della tragedia, e la reductio ad unum dei grandi monoteismi, chi è più “vero”?
Dal Due tragico la Grecia si liberò piano piano con la dia-lettica; quella che nasce da due-logos che si scontrano in amicizia per “provocare” la “verità”. Quella che poi farà strada piano piano fino ad Hegel, per guadagnare, dicono, lo “Spirito Assoluto”.
Il TRE è il numero della trinità. Qualcuno nel cristianesimo intuì che l’Uno era troppo statico, troppo immobile; non era cioè in grado di “giustificare” né il tempo, né il mondo. Allora escogitò una “dialettica”diversa da quella dei filosofi; e generò il circolo dialettico trinitario.
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